
Si chiude così il mercato della Roma: il tentativo per Leweling si è rivelato un nulla di fatto quasi surreale, con due club dello stesso proprietario (Roma ed Everton) finiti sullo stesso giocatore, come se mancasse solo un’asta all’ultimo secondo.
Su Manu Koné, c’è stato un abbozzo di trattativa partito da Gittens e arrivato al francese: troppi, per molti, hanno provato a intavolare una cessione alla fine del mercato. Dal timore iniziale alla rapida “spegnitura” dell’interesse, è chiaro che quel presunto pressing del Chelsea su Koné non era così solido: quando quei club vogliono davvero un giocatore, lo prendono.
Cosa ha fatto (e non ha fatto) nel mercato la Roma
La squadra aveva bisogno di:
- un esterno forte di centrocampo,
- un paio di attaccanti,
- un vice Malen,
- uno o due esterni offensivi.
Nel concreto:
- è arrivato il vice Malen (Castro),
- presi Molina, Balerdi, Koulierakis in difesa.
- in mezzo è stato preso Rodrigo Mora, De Roon e sull’esterno Molina (visto ieri ha messo paura, anche se è ancora indietro di condizione),
- è stato trattenuto Koné, pilastro del centrocampo.
In questo senso, la Roma ha arricchito le alternative e ha messo in mezzo De Roon, un profilo che conosce benissimo il modello di gioco dell’allenatore.
La squadra di Gasperini: idee chiare, organico simile
La Roma ha un tecnico fenomenale e la squadra sta già mostrando di aver capito come giocare: i difensori vanno in anticipo, le preventive sono più nette, il pressing è coordinato. Sta nascendo una squadra di Gasperini che funziona, anche partendo da una base molto simile a quella dello scorso anno.
Con la rosa dello scorso anno, la Roma fa già vedere un grande calcio. In difesa le alternative ci sono; in mezzo, tra uguale e “non molto più forte”, c’era comunque spazio per tenere Celik. Tenendo Celik, ad esempio, si sarebbero risparmiati i milioni dati per Molina, da mettere eventualmente sull’attaccante.
Oggi si parte con una prospettiva “meno ambiziosa” in termini di nomi nuovi: poi Molina potrà rivelarsi meglio di Celik e Lulli potrà diventare titolare, ma sul mercato la Roma non è riuscita a migliorare in modo evidente. Tra i nomi cercati ci sono stati Spence, Moreira, Read, Cacciamani, senza sbocchi concreti.
Attacco: da profili top a “tanto rumore per nulla”
La delusione maggiore resta in attacco. Si è partiti da profili molto importanti (Greenwood, Summerville, Nusa) per poi scendere a nomi come Luis Henrique (dell’Inter), Fofana, Gittens, Luiz Henrique (Zenit), senza riuscire a gestire la parte economica e la situazione internazionale.
Il risultato è un “tanto rumore per nulla” che pesa sulla percezione del mercato: la società non ha messo quella voglia e quell’entusiasmo che molti si aspettavano da una squadra arrivata in Champions. Ci si ritrova con una rosa numericamente inferiore rispetto allo scorso anno, e questo non può che aprire a delusioni e rimpianti: bastava un’aggiunta di qualità in più per poter dire di competere davvero per lo scudetto.
Le considerazioni finali su Koné, Leweling, Gittens, Luiz Henrique e la gestione complessiva del mercato della Roma sono tratte da un lungo thread pubblicato su X da RCB come riassunto dell’intervento su Radio Mana Mana di Andrea Di Caro, giornalista e voce storica del tifo giallorosso, noto per le sue analisi tecniche e per il rapporto diretto con la tifoseria. Cercate il suo intervento nella sezione podcast del sito di ManaManaSport.
Il suo giudizio di fondo è netto: la Roma ha una squadra che sta già mostrando un’identità chiara e un calcio di qualità, ma il mercato estivo non ha colto l’occasione per fare quel salto in avanti che molti si aspettavano dopo la qualificazione in Champions.
Recap Di Caro di giornata: ❌La grande delusione! oggi in 📻
— RCB (@BlogRoma) September 1, 2026
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Andrea Di Caro è giornalista e punto di riferimento per i tifosi giallorossi su news, analisi e retroscena.
